Il primo appuntamento della Fondazione Di Gennaro è stato il Convegno “Tortoreto.Verso uno sviluppo sostenibile” organizzato a marzo del 2008 per aprire la riflessione sulle tematiche della mobilità, della geologia del territorio, dell' urbanistica e della qualità della vita.

Lo spunto per promuovere il convegno è stato fornito dall'alluvione che ha colpito l'area di Tortoreto nell'ottobre del 2007 e dalla necessità di comprendere le ragioni che hanno prodotto una serie di effetti negativi.“Analizzare le cause che sono alla base di tali accadimenti”, ha spiegato Flavio Di Gennaro, in occasione della presentazione del convegno, “appare il punto di partenza per ragionare su uno sviluppo urbanistico compatibile, che poi deve connotare il modo in cui sarà programmato il futuro assetto del territorio”.

Il buon governo del territorio e la tutela del patrimonio ambientale sono condizioni essenziali per soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità di soddisfare i propri da parte delle generazioni future.

Il prof. Umberto Crescenti, docente di Geologia e già rettore dell'università G. D'Annunzio di Chieti ha ribadito che “bisogna prevedere gli eventi e non essere sorpresi da essi perché è reale che gli eventi tendano a ripetersi ciclicamente negli stessi territori” e “bisogna adeguare le difese per tutelarsi dagli eventi naturali”. Così per il caso specifico di Tortoreto, il professore ha sottolineato come nella notte tra il 6 e il 7 ottobre dell'anno precedente sia stata registrata la caduta di 210 mm di pioggia, un terzo della media annua dei 30 anni precedenti. “La catastrofe è avvenuta per la concentrazione di acqua su un territorio debole e perché dalle colline sono franate tutte le rocce argillose a valle ma questo era prevedibile facendo degli studi adeguati e non urbanizzando le conoidi fluviali che devono essere libere di franare”.

Gli interventi dell'ing. Roberto D'Orazio edell'arch. Mauro D'Incecco, responsabili infrastrutture e trasporti della Proger spa, sono stati diretti da un lato ad analizzare l'impatto del trasporto ferroviario nell'alleggerimento del traffico sulle strade e nel miglioramento dell'efficienza degli scambi, dall'altro a porre l'accento sui profondi disagi causati dal traffico in termini di inquinamento, incidenti e scarse vivibilità delle città e sulle opportune manovre per rendere le città migliori, ponendo i PRG del traffico sullo stesso piano di quelli dell'urbanistica, conciliando lo sviluppo economico delle città con la viabilità, sviluppando la mobilità ciclabile e differenziando gli orari d'ingresso, solo per citare alcune proposte.

Il professor Mascarucci, docente ordinario di Urbanistica presso l'Università G. D'Annunzio di Chieti, ha voluto sottolineare come oggi sia difficile mettere ordine nelle città perché i piani regolatori sono troppo vecchi e considerano il territorio come formato da piccoli e separati comparti senza una visione strategica d'insieme. “Il territorio è un sistema complesso e non può essere semplificato con dei piani…Nello specifico a Tortoreto bisogna individuare delle cubature che possano essere accorpate demolendone delle altre per liberare degli spazi”.

L'arch. Medori, docente di Tecnologia dell'Architettura dell'università di Firenze, ha chiuso i lavori riportando il dibattito sullo sviluppo attorno all'importanza di una visione integrata di tutte le componenti del sistema ambiente e di una conseguente pianificazione/gestione univoca di infrastrutture e insediamenti.